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Alcamo, “non esiste alcun pericolo di cedimento strutturale”

Il Presidente Scontrino replica alle notizie di stampa allarmistiche su pericoli per l'edificio di via Campanile 13 ad Alcamo.

In data 24 febbraio 2026 il Comune di Alcamo ha notificato all’Iacp di Trapani una ordinanza al fine di eseguire lavori presso l’edificio di Erp sito nella vie Campanile n. 13-Brancati. Nella stesa giornata, già a seguito di un articolo pubblicato nelle pagine odierne del quotidiano Giornale di Sicilia, e ancora prima che venisse notificata all’Ente l’ordinanza richiamata, la direzione dell’Area Gestione Patrimonio ha disposto un sopralluogo urgente da parte dei tecnici del Servizio Manutenzione e Recupero, riscontrando il distacco di parti di intonaco dalla facciata, sulla via Achille Campanile. Priva di fondamento la notizia alla quale è stato dato ampio risalto, sin dalle prime righe dell’articolo pubblicato dal Giornale di Sicilia nella odierna edizione, che la palazzina “è a rischio crollo”. Come già accertato dai vigili del fuoco e oggi dai nostri tecnici si tratta di distacchi di calcinacci che riguardano il prospetto e alcuni cornicioni. Peraltro la stessa ordinanza sindacale non indica tale pericolo, soffermandosi a evidenziare la avvenuta caduta di calcinacci dalla palazzina.

“Grave – dice il presidente Iacp avv. Vincenzo Scontrino – suscitare allarme sociale indicando un pericolo di crollo strutturale”.

L’esito dell’accertamento che ha avuto oltre che un approfondimento tecnico, ma anche amministrativo, ha escluso quanto rappresentato dal provvedimento sindacale, circa l’intera proprietà dello stabile.

L’Iacp non può in alcun modo essere unico destinatario dell’intimazione contenuta nell’ordinanza sindacale firmata dal sindaco di Alcamo. Il Comune nella propria ordinanza cita visure catastali che attribuiscono a questo Ente l’intera proprietà dell’immobile, ma questo Ente ritiene che le stesse non siano state correttamente eseguite, in quanto la quasi totalità degli alloggi popolari risultano essere di proprietà dei relativi occupanti, avendo l’Istituto la proprietà di due alloggi su dieci, unitamente ai locali di piano terra, per una quota complessiva di 147 millesimi. Circostanza che il Comune avrebbe potuto ben rilevare sia dal citato verbale dei vigili del fuoco sia dalla targa affissa all’ingresso dell’edificio dove è indicato il nome dell’amministratore di condominio.

A seguito dell’odierno sopralluogo l’Iacp si appresta, per l’appunto, ad informare l’amministratore condominiale affinchè proceda a fare eseguire i necessari lavori di manutenzione, cui l’ente parteciperà alla relativa spesa pro quota, in ragione delle unità immobiliari di cui è proprietario.

“Riteniamo impropria l’azione rivolta all’Iacp, anche attraverso la pubblicità data all’ordinanza, ancor prima che la stessa venisse notificata a questo Ente  sottolinea il presidente avvocato Vincenzo Scontrino –  avendo la stessa attribuito all’Iacp di Trapani eventuali responsabilità che non sono proprie”.

“Questo Iacp – prosegue il presidente – non si è mai sottratto a rapporti di collaborazione con gli enti locali, e certamente l’azione propria del Comune poteva essere meglio esercitata, indirizzandola all’esistente amministratore condominiale. L’auspicio è che nel prossimo futuro questa sinergia operativa possa essere ripristinata, al fine di garantire maggiore efficienza e fornire garanzie di tutela a favore della comunità. Essere rappresentati come un ente distratto all’esecuzione dei propri compiti è totalmente cosa non veritiera. L’Iacp pur nella limitatezza delle risorse a disposizione opera al fine di garantire la manutenzione ordinaria degli alloggi popolari che gestisce, ma non può farsi carico della manutenzione quando si tratta di palazzine di Erp a proprietà mista e in questo caso è maggiore rispetto agli affittuari il numero dei proprietari”.